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Chi era Matilde Serao, la prima donna italiana direttrice di un quotidiano

Era la fine dell’Ottocento quando Matilde Serao, fiancheggiata dal marito Edoardo Scarfoglio, fondò il quotidiano napoletano Il Mattino. Una strada tutta in salita per una donna che si affacciava all’Italia del Novecento, che la Serao affrontò con costanza e dedizione, inseguendo la sua vena letteraria.

Fonte: www.cultora.it di Federica Colantoni

Nasceva a Patrasso, in Grecia, il 7 marzo del 1856, da una nobile greca in disgrazia e un padre avvocato e poi giornalista che portava la piccola Matilde nella redazione de Il Pungolo. Eppure, nonostante l’ambiente culturale che la circondava, all’età di 8 anni ancora era analfabeta, condizione che, in seguito alla morte della madre, si affrettò a cambiare prendendo il diploma di maestra. Ma Matilde Serao aveva di più da offrire alla sua terra: una passione per la scrittura che riuscì a liberare in seguito, all’inizio con modestia, collaborando con Il Giornale di Napoli, e poi con convinzione e consapevolezza.

Quelle damine eleganti non sanno che io le conosco da cima a fondo, che le metterò nelle mie opere; esse non hanno coscienza del mio valore, della mia potenza…

Un’esuberante e indipendente Matilde Serao, all’età di 26 anni parte per Roma e inizia a frequentare i salotti dove le sue doti di donna forte e affatto convenzionale suscitano la curiosità di molti. È qui che avrà il suo primo approccio tutt’altro che positivo con il futuro marito, Edoardo Scarfoglio, che su Il libro di Don Chisciotte recensì negativamente il suo esordio letterario: “… si può dire che essa sia come una materia inorganica, come una minestra fatta di tutti gli avanzi di un banchetto copioso, nella quale certi pigmenti troppo forti tentano invano di saporire la scipitaggine dell’insieme”. L’impressione negativa ma professionale di Scarfoglio, quando la conobbe nella redazione del Capitan Fracassa, si tramutò in qualcosa d’altro: ammirazione, o forse amore, rispetto e provocazione: “Questa donna tanto convenzionale e pettegola e falsa tra la gente e tanto semplice, tanto affettuosa, tanto schietta nell’intimità, tanto vanitosa con gli altri e tanto umile meco, tanto brutta nella vita comune e tanto bella nei momenti dell’amore, tanto incorreggibile e arruffona e tanto docile agli insegnamenti, mi piace troppo, troppo, troppo.”

La loro unione era forte nella sfera privata e ancora più in quella professionale. Il rispetto che il marito nutriva per lei si tradusse in una stretta collaborazione che li vide uniti nella fondazione, nel 1885, del Corriere di Roma, diretto sfidante de La Tribuna, giornale ben più forte sulla piazza romana, motivo per cui il progetto non decollò mai. Altra storia invece Il Mattino, fondato a Napoli nel 1892: un’esperienza intensa al fianco del marito che non sarebbe però durata molto, come il suo matrimonio. Un’inchiesta pressante, numerose polemiche, l’accusa di corruzione e l’infedeltà del marito, alla fine condussero la Serao a presentare le dimissioni dal Mattino, il 13 novembre del 1900. Ma la sua esperienza nell’editoria periodica non finisce con il suo matrimonio: in seguito all’incontro fortunato con il giornalista Giuseppe Natale, pochi anni più tardi fondò Il Giorno, che si costituì il nuovo rivale del quotidiano dell’ex marito.

Per quanto una donna potesse essere forte e indipendente, il contesto esigeva che alle sue spalle vi fosse un uomo. La fortuna della Serao è stata nell’aver trovato uomini che non soffocassero il suo pensiero e la sua vena letteraria, ma che anzi la spalleggiassero e ne ammirassero il temperamento. Diversamente da quella Madeleine Forestier ritratta da Guy de Maupassant, che all’ombra del marito, silenziosa, tirava le fila de La Vie Française.

 

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