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BRUNO CATALANO: UN MARINAIO FRANCESE CHE DIVENTA SCULTORE

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Nasce nel 1960 in Francia, e dopo aver vissuto 12 anni in Marocco ed aver fatto il marinaio, sceglie come approdo Marsiglia, dove inizia a fare lo scultore.

Catalano impiega dai 15 ai 20 giorni per realizzare una scultura modellando l’argilla prima, la colatura in bronzo poi.

Le sue statue sono corpi vuoti, sembrano aver perso ogni organo vitale. Le sagome si completano con il tessuto urbano, facendo  intravedere paesaggi e scorci a seconda della nostra immaginazione.

Mentre le statue classiche possono essere viste da diversi punti di vista, quelle di Catalano stravolgono il concetto di “tutto tondo” a cui siamo abituati.

Le sue sculture, ampliano il concetto di tridimensionalità arrivando ad una quarta dimensione che crea il vuoto nello spazio.

Ciò che le accomuna, poi, è la presenza di un bagaglio a mano, e non a caso le troviamo nei luoghi di transito, porti di mare, piazze, aeroporti.

Gli uomini e le donne di Bruno Catalano,  “Les Voyagers”, sono cittadini del mondo.

Da qui la sua evidente attenzione per il tema del viaggio, dei viaggiatori, del significato simbolico ed intrinseco del viaggio, inteso come arricchimento e come perdita; nei loro viaggi perdono qualcosa di se stessi per lasciare a noi spettatori di immaginare cosa c’è nei loro vuoti.

Hanno il passo stanco, aggravato dal peso della valigia, camminano per la città o aspettano seduti su una panchina.

Malgrado il loro vuoto, però sono corpi in grado di restare in piedi, hanno lo sguardo interiore e procedono con passo incerto. La decisa mancanza di volume invita lo spettatore a perdersi nello sfondo o, in alternativa, a completare il disegno.

Ma il vuoto è proprio lì, all'altezza degli organi vitali e bisogna imparare a conviverci.

 

“Nel mio lavoro, sono alla ricerca del movimento e dell’espressione dei sentimenti; faccio emergere dall’inerzia nuove forme e riesco a levigarle fino a dare loro nuova vita. Proveniente dal Marocco anche io ho viaggiato con valigie piene di ricordi che rappresento cosi spesso nei miei lavori. Non contengono solo immagini ma anche vissuto, i miei desideri: le mie origini in movimento”.

 

Bruno Catalano

 

 © RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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