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NOI CITTADINI DI SERIE B

NOI CITTADINI DI SERIE B

Sono un cittadina di serie B che abita in un quartiere della periferia di Roma (Tor Tre Teste) e tutti i giorni mi reco al lavoro utilizzando la mia macchina, il tram e l’autobus.

La situazione trasporti in questa città anziché migliorare, considerato gli aumenti dei ticket per il parcheggio e le tasse comunali, peggiora sempre di più tanto da vedere sotto gli occhi di tutti il degrado cittadino.

Certo sono stati chiusi i Fori Imperiali, il primo cittadino può fortunatamente girare in bicicletta, sbandierare l’apertura di questo o quello, ma per noi romani che abbiamo la sfortuna di vivere in periferia, non viene fatto proprio nulla.

Abbiamo appartamenti accatastati per importi a volte maggiori rispetto a quelli più centrali, dove paghiamo tasse con le stesse percentuali applicate a tutti (vedi IMU),dove viviamo in un quartiere pieno di buche, insufficienti cassonetti per la spazzatura in rapporto agli stabili, dove c’è un solo autobus che collega questo ghetto alle vie maggiori Prenestina e Casilina, dove è stata costruita una bellissima chiesa, la famosa vela di Meier (precedente all’amministrazione Marino), che rimane isola in un deserto e abbandonata anch’essa al degrado.

Allora sig. Sindaco, perché non viene per un mese ad abitare da noi? per poi andare in centro a lavorare con i mezzi che il Comune mette a disposizione?

E se una sera volesse uscire e non utilizzare la propria macchina, così come ci viene sollecitato di fare, può sempre prendere la bicicletta e magari andare ad un teatro o un cinema, per poter vivere un po’ di cultura, tanto da non alienarsi.

Ma sì, percorrere di sera via Palmiro Togliatti o via Prenestina o via Casilina, con la sicurezza che c’è, forse per lei potrebbe anche essere possibile (a parte i km da percorrere) ma per noi sarebbe decisamente più rischioso.

Perché sig. Sindaco quando affronta i problemi legati ai diritti degli omosessuali è così attento a confrontarsi con altri paesi o città dove hanno già superato tali problematiche e quindi volerli eguagliare ed invece, quando si tratta di problemi altrettanto importanti quel confronto non esiste, perché tanto in questi casi noi siamo terzo mondo?

Perché ha sentito il bisogno di creare un’area a “luci rosse”, senza preoccuparsi prima della qualità della vita nei quartieri periferici?

L’indignazione mi sale ogni giorno di più e l’unica speranza è che il suo mandato finisca il prima possibile.

 

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