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RABBIA

SERENA DE GIER - LA RABBIA (1998) * SERENA DE GIER - LA RABBIA (1998) *

L’India si divide tra bellezze e atrocità.

Ennesima violenza, non sulle donne ma, stavolta, su bambine.

Ennesima violenza nei confronti del genere femminile.

Non siamo più considerate come essere umani, non si parla più di violenza in genere – anche se sarebbe auspicabile non parlarne proprio – ma di violenza specifica sul genere femminile.

In un villaggio dell’Uttar-Pradesh, India nord orientale, due sorelle appena adolescenti di 14 e 15 anni, hanno perso la vita per mano di un branco di bestie: 7 uomini tra cui, pare, anche due agenti di polizia.

Non è l’unico atto di violenza contro donne e bambine, ma solo l’anno scorso l’India ha reso più rigide le leggi contro lo stupro perché nella popolazione di questo Paese ha cominciato a risvegliarsi una coscienza più sensibile alla giustizia. La popolazione ha fatto muro contro una cultura troppo conservatrice e alle autorità passive, per convenienza. Sembra che si parli di uno stupro ogni 22 minuti.

Da raccapriccio!

Ma non finisce qui, perché per gli attivisti che si adoperano per la causa antiviolenza, molte persone non denunciano i fatti, quindi la stima potrebbe essere molto superiore.

Senza parole.

L’anno passato, tra le tante vittime, anche una bambina di appena 5 anni: violentata e poi mutilata.

Ho letto che il mese scorso, durante la campagna elettorale, il primo partito dello Stato dell’Uttar-Pradesh ha così affermato, per bocca del leader: “Sono solo ragazzi, fanno degli sbagli”, così da rendere chiara la propria posizione contro la pena di morte.

Non mi piace il concetto della pena di morte, non mi è mai piaciuta, ma non approvo - anzi aborro – la mancanza di pene severe per questi che ritengo essere atroci delitti. Azioni dettate da un pensiero non riconducibile ad alcuna intelligenza, quello di credere di detenere il potere assoluto sul genere femminile per una caratteristica legata ad un microscopico gene (che non vuol dire genio): quello di avere un diverso organo sessuale.

Tutto qua? No, anche un intelletto pari a zero e una sensibilità mai pervenuta.

Le ragazzine in questione, due sorelle peraltro, si erano allontanate da casa perché nella loro abitazione non c’era il bagno e non hanno mai fatto ritorno. Le hanno prima violentate e poi impiccate ad un albero di mango. Si, proprio quello del frutto delizioso che cerchiamo quando abbiamo la fortuna di poter visitare posti lontani e per noi esotici.

Un albero che non ha avuto nulla di delizioso per le due povere sorelline.

La rabbia per questi gesti non può essere solo della popolazione indiana, ma anche la nostra. Di tutti.

 

immagine tratta da www.serenadegier.com

*(acrilico su compensato 100x30)

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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