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TACCUINI D’ARTISTA: IL CASO DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA

TACCUINI D’ARTISTA: IL CASO DELLA GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA

I taccuini d’artista sono certamente un’espressione d’arte curiosa e particolarmente intima, di cui Giovanni Battista Cavalcaselle nell’Ottocento è stato sicuramente maestro, regalandoci riproduzioni, schizzi e disegni di opere che hanno fatto la storia dell’arte. L’unicità, però, è data dal fatto che il Cavalcaselle, come molti altri, non si è limitato alla mera copia, ha fatto molto di più, corredando i disegni con annotazioni, spesso anche di natura estetica e critica. 

 

È proprio questo che deve aver ispirato Marco Pierini, direttore della Galleria Nazione dell’Umbria, quando nel dicembre 2018 ha deciso di commissionare a Roberto Paci Dalò “Ombre”, una guida-taccuino in occasione del centesimo anniversario del museo umbro. Pagina dopo pagina, l’artista -con i suoi inchiostri, matite e acquerelli- ci regala un viaggio fra le sale espositive, che divengono luogo intimo di riflessione e amplificazione della curiosità di chi ama l’arte. Ci si dimentica di lunghe spiegazioni, date e aneddoti storico-artistici, per lasciare spazio ai dettagli, alle espressioni, ai simboli che spesso non vengono notati o, più semplicemente, sottovalutati. Non vi sono numeri di pagina, non vi sono didascalie, non c’è ordine, ma un lungo flusso di coscienza, fatto di immagini, suggestioni e parole. Anche perché i taccuini sono da sempre diario di viaggio e sono l’unica opera d’arte che possiamo di fatto sfogliare, addentrandoci nel privato di un artista.

Come rivela proprio Roberto Paci Dalò, essenziale è stato il consiglio dell’amico fotografo Guido Guidi, che ha consigliato di analizzare le metodologie di Daniel Arasse, storico dell’arte francese il cui amore per il dettaglio non era di certo un mistero. 

Si può dire quindi che sia stato un lavoro che è andato dal particolare al generale, adatto a qualsiasi tipo di pubblico, dal bambino allo storico dell’arte. Il taccuino di Paci Dalò offre un ottimo spunto di riflessione sul potere della comunicazione visiva e linguistica a più livelli, ma ci regala anche un punto di vista inedito sull’importanza del dettaglio che, spesso, è il vero protagonista delle opere d’arte e il punto di forza dei grandi maestri. 

 

 

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