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Rubrica di Criminologia a cura del Criminologo Dr. Francesco Caccetta (autore del libro "L'occasione fa bene al ladro - Il controllo del vicinato"), raccoglie anche articoli sulle tematiche di investigazione e sicurezza.

Truffatori o strateghi della persuasione?

Svelate le tecniche per fregare il prossimo, fermiamo le truffe agli anziani.

Ogni volta che qualcuno viene truffato, la stessa vittima, ma anche amici e familiari si chiedono come ha fatto a cascarci. Si è soliti ritenere che chi cade in queste trappole sia una persona poco attenta, vecchia e quindi incapace di riconoscere gli inganni, con un basso livello culturale o in ogni caso una persona facilmente circuibile e stupida. L’esperienza e la letteratura esistente in materia ci dicono invece che le cose non stanno così. Nella rete dei truffatori possono restare impigliati più o meno tutti specialmente se non si conoscono alcune tecniche già note da anni agli addetti ai lavori, siano essi gli stessi truffatori o, al contrario, le forze dell’ordine. In linea di massima, gli specialisti della truffa, utilizzano metodiche e strategie che derivano dal mondo delle vendite e che consistono nell’arte della persuasione, sfruttando le leggi della reciprocità, del contrasto e della coerenza. Le Tecniche d’induzione comportamentale indirizzate a conseguire un dato comportamento da una persona, senza tentare di influenzarne inizialmente gli atteggiamenti, sono state messe a punto sia in riferimento alla teoria della dissonanza cognitiva (Festinger, 1959) sia da quella dell’auto percezione (Bem, 1965).

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E TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI (A TEMPO DETERMINATO)

Adescamento a contratto o prostituzione slatentizzata?

I pericoli del mondo virtuale sono spesso associati, sia dai media sia dagli studiosi del settore, al problema dell’adescamento online, individuando in maniera sempre più precisa le figure degli offender con le note tassonomie dei pedofili e predatori sessuali in genere.

Il mondo del virtuale, com’è stato abbondantemente già scritto in molti testi, è frequentato da persone di ogni razza, religione, tradizione e leggi diverse ma, leggendo i vari articoli che girano nel web, non è difficile individuare un denominatore comune, una peculiarità condivisa da quasi tutti i popoli che attualmente vivono sul nostro antico pianeta: l’individualismo che spesso sfocia in isolamento. Questo emerge dalla stampa virtuale ma anche dai tantissimi messaggi sui social network con bizzarre e/o pericolose performance di giovani adolescenti di ambo i sessi che cercano di attirare l’attenzione per emergere da quell’inevitabile senso di solitudine ed isolamento cui spesso porta l’individualismo moderno.

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CDV Cittadini, forze dell’ordine e amministrazioni: l’insieme è più della somma delle sue parti!

La questione della sicurezza continua a essere al centro delle maggiori polemiche che imperversano ogni giorno sui giornali e specialmente sui social network. I cittadini attaccano le istituzioni accusandole di non dedicare fondi alle politiche di sicurezza, chiedono sempre e di più l’installazione di videocamere di sorveglianza e maggiore presenza di forze dell’ordine a pattugliare i territori. Alcuni si lanciano in altre e più aspre polemiche circa il supposto scarso impegno di Polizie locali, Polizia di Stato e Carabinieri nel controllo del territorio, ipotizzando lassismi o scarsa professionalità. E’ facile leggere sempre più spesso di bande di ladri che razziano interi territori senza, all’apparenza, nessun tipo di ostacolo o opposizione come un antico scenario di leviatana memoria dove imperversa la barbarie e gli uomini sono gli uni contro gli altri privi dell’intervento di alcuna difesa istituzionale. A volte, anche le forze di polizia e le amministrazioni comunali, si lasciano andare a giudizi sui cittadini e sulla loro scarsa partecipazione ai problemi della sicurezza, poiché le persone non sempre percepiscono il concetto di consociativismo, cedendo all’ormai usuale assunto di utenti dello Stato, che deve garantire tutto (poiché paghiamo le tasse…). La riflessione che andrebbe fatta è che tutti potrebbero avere ragione o magari avere tutti torto. Come al solito è una questione di lana caprina e sarebbe più semplice guardare il problema a 360 gradi e cercare soluzioni invece di renderci sempre più vulnerabili cedendo al j’accuse che fa tanto chic e piace ai media ma non apporta vantaggi né alternative allo status quo. Questo succede, anche e soprattutto, quando una società ha raggiunto un livello di congestione dovuta a problemi di instabilità politica interna ed esterna e i buchi da tappare iniziano a essere troppi.

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Abbasso il Controllo del Vicinato (a prescindere)

Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare (Giovanni Falcone)

Inizio questa riflessione ad alta voce, con la celebre frase di Giovanni Falcone, una delle figure di riferimento più importanti della mia vita alla quale spesso mi sono ispirato per affrontare situazioni e dilemmi professionali ma anche solo per guardare in faccia la realtà della questione sicurezza nei territori italiani.

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