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Nasce l'Associazione Nazionale Controllo Di Vicinato ANCDV

Nasce l'Associazione Nazionale Controllo Di Vicinato ANCDV

Roma - È stata costituita il 16 maggio 2018 l’Associazione Nazionale Controllo Di Vicinato (ANCDV). Tra i fondatori vi sono buona parte di coloro che circa dieci anni fa hanno portato l’esperienza del Controllo di Vicinato in Italia ispirandosi al modello anglosassone del Neighbourhood Watch. Tra questi si annoverano Roberta Bravi, Francesco Caccetta, Leonardo Campanale, Stefano Leprini, Rodolfo Principi, Paolo Ruotolo e Mirella Seccafieno.

Il Controllo di Vicinato ha visto la luce in Italia alla fine del 2008, con la nascita dei primi gruppi sorti in tre città (Rodano, Castel Ritaldi e Caronno Pertusella). In poco meno di dieci anni il progetto è stato protagonista di una diffusione esponenziale, riuscendo rapidamente a radicarsi in oltre 500 comuni d’Italia, coinvolgendo centinaia di migliaia di famiglie in più di 12 Regioni. Tutto questo grazie all’impagabile contributo di centinaia di volontari, oltre che del sostegno di Forze dell’Ordine ed amministrazioni.

Il “Controllo di Vicinato” rappresenta sicuramente uno dei fenomeni più rilevanti sviluppatisi in Italia in questi ultimi anni. Il desiderio di partecipazione alla vita ed alla sicurezza della propria comunità ed il sano e rinnovato “impulso solidaristico”, più attento alle necessità della gente, sono elementi che hanno certamente contribuito al suo straordinario successo.

L’enorme sforzo profuso in questi anni è stato ampiamente ripagato dai feedback positivi delle Prefetture e Forze dell'Ordine. Infatti il protocollo del Controllo di Vicinato, indipendentemente da chi lo abbia promosso e diffuso, sta generando a livello locale effetti estremamente positivi in termini di maggiore inclusione e coesione sociale e, dato fondamentale, rimozione delle vulnerabilità.

Gli ultimi provvedimenti sulla sicurezza, varati dal Governo, ed il numero crescente di Prefetture che hanno invitato i comuni a sottoscrivere protocolli d’intesa per la promozione del Controllo di Vicinato, hanno aperto la strada ad un’ampia diffusione di questo progetto. Diffusione che però rischia di generare tante, seppur splendide, “isole” tra loro scollegate e senza una positiva sinergia. Per questa ragione si è sentita l’esigenza di fare un passo avanti, realizzando finalmente “una libera casa comune”, per tutte queste singole esperienze locali. Una sorta di Controllo di Vicinato 2.0, capace di raccogliere e valorizzare il patrimonio di tutte quelle competenze e peculiarità territoriali, per una maggiore condivisione ed organizzazione a rete delle stesse.

La nuova rete nazionale della sicurezza partecipata è libera, in quanto non è necessario tesserarsi ad alcuna associazione centralizzata bensì, al contrario, attraverso la rete potranno relazionarsi agilmente, e con diverse modalità, singoli cittadini, gruppi di Controllo di Vicinato e associazioni locali che per spirito solidale perseguano la mission della sicurezza, la cura e la protezione delle persone e dei luoghi, con una particolare attenzione alle fasce più vulnerabili - come ad esempio anziani, adolescenti, ecc.

In conclusione, il Controllo di Vicinato è un progetto fatto di persone per le persone, apolitico ed apartitico, a cui tutti possono partecipare, a costo zero.

Insieme si può.

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