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Si può fare di più!

Bambini PC Web PedofiliaLa saggezza dei nonni per sconfiggere gli orchi del web.

Di Francesco Caccetta[1] 

Si dice che la storia insegna, ma si dice anche che non lo fa…

Forse è più plausibile la seconda ipotesi e molti eventi ne confermano la validità.

Negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale, molti bambini, sono rimasti vittime, spesso per gioco, di ordigni bellici inesplosi. Mi ricordo che quando ero adolescente, vedevo nel mio quartiere di Roma, alcune persone, ormai adulti,che avevano evidenti segni sul corpo di queste brutte esperienze. Ho sempre pensato come mai i genitori non li avessero messi in guardia da tali e noti pericoli. Forse non erano poi così noti? Oppure la peculiarità di quel momento storico non permetteva ai padri e le madri di controllare meglio i loro bambini, lasciandoli soli in strada a rischiare la vita?

E oggi cosa è cambiato? Non abbiamo le bombe inesplose in strada, ma abbiamo ordigni a orologeria nelle camerette dei nostri bambini…i computer! Come sessantotto anni fa, i genitori non conoscono i pericoli che corrono i loro figli quando giocano inosservati? Anche in questo caso, la storia non insegna…

Quest’osservazione, o (per alcuni) esagerata considerazione, mi deriva dall’esperienza, maturata recentemente, in una serie d’incontri voluti da alcuni solerti dirigenti scolastici, e da altrettanto coscienziosi responsabili di associazioni di genitori, i quali mi hanno chiesto di fare un ciclo di seminari sui pericoli di internet per i minori. Incontri che ho avuto la fortuna di fare, sia con gli insegnanti siacon gli alunni dei tre livelli delle scuole medie e, per ultimo, con molti genitori.

L’esperienza è stata molto interessante. La mia previsionepiù preoccupante è che la situazione, (forse) ci sta sfuggendo di mano.

I genitori dei nostri attuali adolescenti, sono, per la maggior parte, completamente avulsi dal mondo digitale, ma quello che è ancora più grave e potenzialmente prodromico di nefaste vicende per il futuro dei nostri figli, è che, spesso, sottovalutano il problema.

Le ricerche del Moige (Movimento italiano genitori) parlano chiaro: nove minori su dieci (87%) navigano in rete ogni giorno e come lo fanno?

Quasi il 40 % ha il computer nella propria cameretta e di questi, la percentuale più alta si concentra nella fascia d’età che va undici ai tredici anni, sette bambini su dieci, della stessa fascia di età, navigano da soli privi del controllo diretto di un adulto.

Greg Wing[2], un agente speciale dell’FBI che dirige una squadra informatica a Chicago, ha detto in una recente intervista: “è un fatto spiacevole della vita, che i pedofili sono sempre on line. Quando un adolescente visita un forum on line di un giovane e popolare cantante, potete stare certi, che i predatori del web ci saranno!”

Si calcolano circa mezzo milione di pedofili on line tutti i giorni. I delinquenti della pedicazione,vanno dove sono i bambini e, se prima prediligevano parchi pubblici e zoo, oggi il web rende loro la vita più facile perché è ancora più semplice fingersi adolescenti dietro una tastiera.

Dal 1996 a oggi, secondo gli studi del FBI, i casi di pedofilia on line da analizzare, sono passati da 113 del 1996 ai 2100 del 2006, un incremento spaventoso (del 2000%) che dovrebbe farci riflettere tutti.

Durante i miei incontri con i ragazzi dai dieci ai dodici anni, ho potuto costatare di persona cheil 45% di loro non aveva impostato la privacy sul profilo di Facebook (la cui iscrizione, rammento ai genitori, prevede un’età di anni tredici, mentre il 63% di loro risultavano avere già un profilo attivo)di quelli tra i tredici ai quattordici anni, solo il 28% non lo aveva fatto.

Questo dato evidenzia come sia facile per i predatori on line, riuscire a vedere tutte le informazioni di cui hanno bisogno senza necessariamente entrare a fare parte delle amicizie dei minori cui sono interessati, essendo sufficiente visitare i loro profili, per individuare subito il luogo dove vivono, la scuola che frequentano, le preferenze dei bambini circa i programmi della televisione o il tipo di musica prediletta ecc.

Per il pedofilo, questi elementi sono oro colato e li utilizzeranno per approcciare il minore di turno guadagnandosi la sua fiducia.Quest’attività di corteggiamento e di coltivazione del rapporto di amicizia con il minore è definita in gergo “grooming” e può durare anche molte settimane prima che il pedofilo inizi a introdurre temi sessuali nelle conversazioni, per poi chiedere foto particolari sino ad arrivare alla ricerca di un incontro off line.

Del resto si sa, i pedofili, non sono come i genitori, che sono sempre indaffarati e con poco tempo da dedicare ai figli, loro sono invece disposti a dedicare un’enorme quantità di attenzioni ai bambini. Ascoltano i loro problemi, entrano in empatia, parlano lo stesso linguaggio. Conoscono le ultime novità musicali per i ragazzi, gli hobby e i loro interessi coincidono, ed è così che buttano giù le già scarse resistenze dei bambini, diventandone i migliori amici…

I nostri figli sono veramente a rischio, lo dimostra anche un altro fatto, constatato durante le ricerche degli agenti del FBI e verificato direttamente nel corso dei miei studi sul campo: circa il 70% dei giovani accetta la richiesta di amicizia da sconosciuti, anche solo per avere più amici di un altro coetaneo, una sorta di gioco micidiale, conosciuto dai pedofili e molto pericoloso!

Una delle ultime intuizioni dei predatori on line, è quella di approcciare i minori tramite le piattaforme dei giochi on line. E’ ormai noto che i pedofili, utilizzano l’unica via che non può essere monitorata dai software di sicurezza (Parental Control), tra l’altro utilizzati raramentee solo da alcuni attenti genitori, cioè la messaggistica istantanea, le cosiddetteChat.

In questi ultimi anni, anche a seguito delle numerose campagne di sensibilizzazione della Polizia Postale, le chat sono diventate però terreno di osservazione da parte dei genitori. I malviventi hanno allora ovviato, utilizzando un’altra modalità di approccio, che è appunto quella delle piattaforme dei videogiochi on line, ultimamenterinnovate, con l’integrazione di chat rooms per permettere ai giocatori di interagire tra loro durante una partita.

Il controllo di quest’ulteriore e insidiosa possibilità di dialogo tra i nostri bambini e i parafiliaci è certamente più difficile da eseguire per un genitore, trattandosi per lo più di dispositivi portatili e di piccole dimensioni, come le Play Station di varie marche e tipologia, ma anche telefoni cellulari di ultima generazione e i tablet, spesso dotati anche di videocamera.

Ricordiamoci che una semplice webcam, che a noi genitori può sembrare un utile ed economico mezzo per far comunicare i nostri figli con parenti e amici, per i pedofili è una finestra aperta nella stanza da letto dei nostri bambini!

Bisogna tenere i minori al sicuro, dalla rete e nella rete. Negli Stati Uniti, il FBI, invia periodicamente i propri agenti informatici, nelle scuole per educare i bambini e soprattutto i genitori. Inoltre, hanno attivato un portale web, dove offrono una navigazione sicura per i bambini, costantemente monitorata dagli agenti FBIe un servizio gratuito web-based, progettato per aiutare gli insegnanti a educare i bambini sulla sicurezza informatica (www.sos.fbi.gov).

In Italia queste attività sono inesistenti o comunque molto limitate e non tutte le nostre scuole sono raggiunte da operatori delle Forze dell’Ordine. Solo alcune sono direttamente visitate da personale della Polizia Postale che non riesce naturalmente a coprire l’intero territorio.

Per colmare questa lacuna, sarebbe interessante, vista la capillarità dell’Arma dei Carabinieri che presidia ogni Comune d’Italia, affidare ai Comandanti di Stazione Carabinieri, l’incarico di incontrare genitori e alunni delle scuole, presenti nei rispettivi territori di competenza, per fare formazione sui pericoli di internet per i minori, logicamente previa frequentazione di un corso di preparazione ad hoc per i futuri “educatori”.

Anche dal punto di vista sociologico, credo sia adesso utile fare un’altra riflessione. Mi è capitato di leggere su un giornale, che un recente studio,ha evidenziato come la figura dei nonni, una volta fonte di conoscenza e di saggezza, sia per essere sostituita da internet!

Questodato, non emerge solo dai risultati ottenuti chiedendo ai bambinise avessero mai domandato alla nonna come si fa a cuocere un uovo o stirare una camicia, ma anche dalle dichiarazioni fatte dagli anziani circa il loro sentirsi sempre più esclusi e con un contatto sempre più distante con i loro nipoti.

Anche se resto dell’idea che la saggezza non potrà mai essere digitalizzata, credo che questo sia comunque un altro segnale da non sottovalutare,poichépotrebbe essere prodromico di sviluppo di disturbi psicologici e depressioni per gli anziani e di conseguenza problemi di natura sociale, dannosi anche per gli stessi nipoti,adulti di domani.

Giacché in Italia, i nonni passano molto tempo con i nipoti, accudendoli durante l’assenza dei genitori, e che il divario generazionale in questo caso è ancora maggiore, sarebbe utile, coinvolgere gli anziani facendoli partecipare ai corsi di educazione per genitori e ragazzi sull’uso corretto del web.

La saggezza (tanto tornata di moda) potrebbe essere un’ottima arma per contrastare il gap generazionale che mette a rischio i nostri figli, e utile a rinforzare l’autostima dei nonni, che da sempre sono un punto di riferimento importante per la crescita dei bambini!

Dobbiamo necessariamente fare i conti con la realtà: secondo il report “Global Mobile Data Forecast” di Cisco, nel 2012 il numero complessivo di telefoni, tablet, computer portatili, console da gioco, e-reader, sistemi di entertainment nelle auto, macchine fotografiche e moduli machine-to-machinehanno superato per numero gli abitanti della Terra (circa sette miliardi). La stessa ricerca, denuncia ancora che il numero degli apparecchi appena citati, continuerà a crescere senza sosta per raggiungere quota dieci miliardi entro il 2016, in altre parole 1,4 per ogni essere umano (secondo le stime la popolazione per quell’anno conterà circa 7,3 miliardi di individui.)[3].

Rischiamo davvero che le macchine superino gli uomini…

Vogliamo davvero che si avveri la profezia del noto Scienziato?

Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità, il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti(Albert Einstein) ”.

 



[1]Dott. Francesco Caccetta, Luogotenente dei Carabinieri, laureacon lode in Scienze per l’investigazione e la sicurezza, Grafologo della consulenza peritale, Master in Antropologia Filosofica e Forense, Criminologia e tecniche investigative avanzate.

[2]Special Agent Greg Wing (FBI), Child PredatorsThe Online Threat Continues to Grow, www.fbi.gov, Maggio 2011

 

[3]http://news.vodafone.it/2012/02/16/anno-2012-i-dispositivi-mobili-superano-il-numero-degli-uomini-sulla-terra/ di MatteoVitali 16/02/2012

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