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Il tempo delle truffe

Truffe Specchietto IphoneArtifizi e raggiri tra specchietti, gessetti, cellulari rotti e grandi doti di comunicazione

Di Francesco Caccetta[1]

La casistica delle truffe, quelle che io definisco “on the road”, è molto vasta e direttamente proporzionale solo alla immaginazione della mente umana, che neanche un epitome basterebbe a contenere.

I truffatori sono persone che hanno un tipo di intelligenza multipla,usata negativamente e soprattutto abilissimi comunicatori, quando definiamo la comunicazione come un “atto razionale”, intendendo con ciò, la capacità di un soggetto di adeguare al meglio le proprie risorse per raggiungere il proprio scopo in una determinata circostanza[2].

Proprio questa capacità è alla base del raggiro e purtroppo, non è facile non cascarci!

Ultimamente le vecchie truffe, anche grazie al continuo tam tam dei mass media, sono abbastanza conosciute e riconoscibili da gran parte dei cittadini che spesso riescono ad evitarle, ma i truffatori devono pur mangiare e quindi con la loro peculiare insipienza, con piccole modifiche o abili restauri, partoriscono nuovi e inopinati artifizi che puntualmente, purtroppo, funzionano!

Ed ecco quindi che mentre parcheggiate la vostra autovettura nel parcheggio del supermercato e vi recate a fare la spesa, qualcuno vi osserva…

Se avete un borsello o un marsupio, o una borsa qualsiasi, ma specialmente se siete soli/sole, la trappola può scattare. Quando tornate in macchina, come al solito poggiate la vostra inseparabile bisaccia sul sedile, mettete in moto il veicolo e vi avviate. A quel punto, fatte poche centinaia di metri, vi accorgete che qualcosa non va e all’improvviso, qualcuno si affianca alla vostra autovettura (a piedi o con qualsiasi altro mezzo di locomozione) e vi informa gentilmente che avete una ruota a terra…

La ruota è stata provvidamente sgonfiata dall’offender nel parcheggio, lo stesso offender che adesso, travestito da probo cittadino, si offre addirittura per aiutarvi a sostituirla. Il gioco è fatto, mentre cambiate il pneumatico, lanciando inenarrabili epiteti contro il fato, il compare del vostro cittadino modello, che con inusuale cortesia vi ha segnalato la gomma a terra, si impossessa del vostro borsello asportandolo senza che voi ve ne accorgiate dallo sportello opposto al vostro (chi chiuderebbe mai la macchina mentre cambia la gomma?). Questa è nota come la truffa della gomma bucata!

Un altro esilarante e ingegnoso trucco, è quello di segnare il vostro specchietto o il parafango o il paraurti della vostra autovettura con un gessetto, dello stesso colore della macchina del truffatore. Poco dopo, il delinquente, aspetterà che lo sorpassiate mentre è in marcia o fermo sul ciglio della strada e poi vi raggiungerà chiedendovi di fermarvi. Vi farà notare un danno al suo specchietto, oppure ad altre parti della sua autovettura, corrispondenti al colore del segno che avrà con arte disegnato sul vostro veicolo, invitandovi a pagargli il danno. Questa è nota come truffa del gessetto.

Potrebbe succedere poi, che qualcuno si faccia urtare da voi e guarda caso, questo cozzo gli farà cadere a terra un costosissimo cellulare (vanno di moda Iphone e Samsung Galaxy SIII, acquistati con il display rotto su ebay per pochi euro) che inevitabilmente riporterà gravi danni (e soprattutto evidenti) sul display. Questa è la truffa del cellulare rotto.

Potrei continuare all’infinito, o potrei addirittura inventarne di nuove, ma le truffe funzionano perché spesso siamo noi a volere essere truffati. Il desiderio di risparmiare e quindi eludere le compagnie assicuratrici, o la necessità di non doversi giustificare con un coniuge troppo irascibile, ci porta a volte ad accettare le “scorciatoie” e questa in realtà è la leva su cui fanno forza i truffatori. Loro sanno che il nostro desiderio di “truffare” ci renderà facilmente truffabili!

Mi viene in mente uno slogan che un  trio di attori comici e cabarettisti napoletani che raggiunse una grande popolarità all'inizio degli anni ottanta, utilizzavano al termine delle loro pseudo televendite assurde. Erano “I Trettrè e lo slogan era: “ricordatevi che il risparmio, non è mai guadagno!”

Sulla scia di questo azzeccatissimo slogan, possiamo concludere con un semplice consiglio: non definite mai transizioni in strada; se qualcuno vi chiede di risolvere il contenzioso direttamente sul posto, senza interessare la compagnia assicurativa, evitando inutili aggravi di spesa, acconsentite se volete, ma a condizione che possa intervenire una pattuglia dei carabinieri o altra Forza di Polizia al fine di redigere un atto che possa garantire la liceità della transazione ( e soprattutto la reale identità del tizio con cui avete a che fare). A quel punto gli impostori abbandoneranno il campo e rinunceranno all’illecito guadagno, se invece è tutto vero, aspetteranno tranquillamente la pattuglia. Non pagate mai nessuno in mezzo alla strada e soprattutto se siete soli. In ogni caso, ricordatevi di prendere il numero di targa dell’autovettura per segnalarla alle Forze dell’ordine, consentendo ad altri meno fortunati di voi di non cadere nella trappola! A volte, se ci riuscite,  basta fare una foto con il telefonino all’auto che si allontana, senza rischiare però che questo vi esponga a pericoli di alcun tipo, e darete un valido apporto alle indagini!

 

 


[1] Dott. Francesco Caccetta Luogotenente dei Carabinieri, laureato in Scienze per l’investigazione e la sicurezza, Grafologo della consulenza peritale, Master in Criminologia e tecniche investigative avanzate.

[2] M. Livolsi “Manuale di sociologia della comunicazione”, GLF, Roma e Bari 2008.

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