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Il fascino della criminologia e del crimine

Fascino Criminologia e Criminedi Maria Gaia Pensieri[1]

Le ultime notizie di cronaca nera sui giornali, trasmissioni come Chi l’ha visto o Quarto Grado…… al giorno d’oggi l’informazione giornalistica tratta prevalentemente la cronaca nera. Il così detto “fascino del male” sembra contagiare tutti, gli ultimi sondaggi hanno permesso di accertare che nei nostri telegiornali la cronaca nera rappresenta circa il 12% del tempo totale, il dato maggiore a livello europeo. Ma questo non è un fenomeno dei giorni nostri; le cronache ci narrano che in quell’11 giugno 1961, quando la Corte d’Assise di Roma, lesse la sentenza per l’uccisione di Maria Martirano,  nella quale vennero condannati all’ergastolo il marito Fenaroli quale mandante e l’operaio Ghiani quale esecutore, fuori dall’aula erano assiepate decine di migliaia di persone che arrivavano fino ad affollarla piazza Cavour. Tutte li in attesa per ascoltare in diretta la sentenza.

Passano gli anni ed i gusti non cambiano, trasmissioni che si succedono e tanti opinionisti, più o meno qualificati, che danno il loro parere pur, probabilmente, non conoscendo gli avvenimenti di cui parlano più dello spettatore che li segue. Così ci si ritrova a sentire “esperti” che utilizzano termini molto tecnici, quali: prova genetica, ceppo familiare, luminol e crime scope. Spesso si ha l’impressione che questi termini non siano pienamente conosciuti dagli stessi che ce ne parlano, ma gli servano solamente ad aumentare la difficoltà dello spettatore medio e di conseguenza a far pensare che chi li pronuncia sia un “guru” della criminologia. 

Una soluzione è cercare, ovviamente per gli appassionati, di aumentare il proprio bagaglio criminale-culturale, ma anche il capire quale sia l’offerta formativa sull’argomento può non essere semplice. Chi ha una laurea può accedere, a costi altissimi, a master post universitari specifici. Mentre per chi non possiede un titolo di studio accademico, o non intende intraprendere un corso formativo universitario che ha dei costi elevati, raggiungendo anche i 3.000 euro annui e rappresenta comunque un gravoso impegno annuale, rimane come scelta di frequentare uno dei corsi di formazione effettuati da istituti privati sulla criminologia. 

Corsi sicuramente destinati a chi vuole saperne di più per passione ed interesse, ma anche e forse soprattutto a chi si occupa per lavoro di criminologia. Viene ad esempio da pensare a scrittori, sceneggiatori, avvocati o giornalisti. Persone che tutti i giorni, o quasi, si trovano a trattare con il crimine; sono destinati, perché no, anche a rappresentanti delle forze dell’ordine che per passione vogliono crescere nel loro lavoro.

Un panorama formativo variegato dove spesso è difficile capire quale scelta fare. Corsi semestrali, giornate di studio, week end formativi, cene con il delitto e chi  più ne ha più ne metta.

Come linea generale è sicuramente meglio fare l’ovvio raffronto costo-qualità. Alcune offerte formative, molto spesso, a fronte di costi contenuti sono strutturate con poche ore didattiche. Spesso poi gli argomenti di studio sono eccessivamente generici: “La criminologia”, “lo studio delle devianze” ecc…, argomenti che praticamente comprendono tutta la criminologia moderna che ovviamente non può essere riassunta in poche ore. Ruolo importante, nella scelta del corso, hanno sicuramente i docenti. In questo particolare campo è facile trovare persone, che senza alcuna esperienza sul campo, si improvvisa “maestro”.

Quindi per concludere, il fascino del male permea tutti noi, o gran parte di noi, quindi è inutile resistere, ormai siamo contagiati e non abbiamo scampo, cerchiamo di capitolare però rendendo l’onore delle armi e conoscendo il nostro nemico meglio possibile.

Corso Intensivo Inside Serial Killer

 

 


[1] Maria Gaia Pensieri: laureata in scienze per l'investigazione e la sicurezza, master in antropologia filosofica e forense criminologia e tecniche investigative avanzate, socio dell'International Crime Analysis Association - ICAA.

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