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Ricordarsi dei cari defunti, senza dimenticare le borse in macchina!

 

Di Francesco Caccetta[1]

 

Ogn'anno, il due novembre, c'é l'usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll'adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero…

 

Chi non conosce la poesia di Totò “a Livella”?  Una lirica bellissima, con un grande significato e una splendida morale finale… Nella metafora di Antonio de Curtis, l’evento più spaventoso che potesse capitare in un cimitero, o nei suoi paraggi, era l’incontro con qualche buona anima defunta, ma la realtà della nostra sardonica società può portare a fare incontri ben più spaventosi.

Non è raro, infatti, che, dopo avere fatto il proprio dovere di onorare i cari defunti, nel tornare a riprendere la macchina, si scopre un’amara sorpresa. Qualche personaggio, d’evidente ispirazione ateistica, ha pensato di approfittare della nostra distrazione, dovuta allo stato d’animo già provato dal dolore e dal ricordo, per portare via qualcosa dai veicoli in sosta, non senza prima di avere causato qualche effrazione, il cui danno a volte supera notevolmente il valore del bene asportato.

Ogni anno e non soltanto il due novembre ma ogni giorno, decine di persone, al ritorno della visita ai propri cari estinti, sono costretti a passare per qualche ufficio di Polizia per sporgere una denuncia di furto avvenuto nei parcheggi dei cimiteri. Spesso, bande di delinquenti, si organizzano per compiere questi furti approfittando della triste occasione che rende le persone meno attente e più facilmente preda di questi criminali.

La soluzione a questo problema, antico quanto la celebrazione della ricorrenza del due novembre, come sempre ci riporta a semplici ma efficaci accorgimenti, che sono ben riassunti nella teoria criminologica denominata Prevenzione situazionale (PSC).

La dottrina criminologica per la quale, affinché un reato accada, deve esserci una convergenza nel tempo e nello spazio di tre elementi:

1) un potenziale autore di reato;

2) un bersaglio adeguato;

3) l’assenza di un guardiano capace di sventare il reato.

Sembra chiaro che, basta eliminare uno dei tre elementi per ridurre il rischio di commissione del reato. In poche parole, si tratta di mettere in atto, da parte dei cittadini e Istituzioni, un insieme di tecniche di riduzione delle opportunità per i criminali, ma anche per i famigerati improvvisatori di crimine, da cui il vetusto ma attualissimo proverbio “l’occasione fa l’uomo ladro”. Tutte le persone hanno una certa probabilità di delinquere, secondo le circostanze in cui esse si vengono a trovare. Pertanto, la prevenzione situazionale non fa' distinzioni nette tra criminali e non-criminali.

La Prevenzione Situazionale, consiste anche nel modificare l’ambiente circostante, con l’obiettivo di influenzare il giudizio dei potenziali criminali sui costi e i benefici associati alla commissione di reati particolari. A questo punto, per tornare al caso specifico “parcheggi dei cimiteri”, sarebbe utile ad esempio, apporre dei cartelli ben visibili, prima dei cancelli di entrata nei camposanti, che esortino i cittadini, a non lasciare borse e oggetti di valore nelle autovetture (e naturalmente neanche sotto i sedili o nel cofano, perché i ladri lo sanno). Questo apparentemente semplice e banale consiglio, ha in realtà un duplice effetto: indurre i cittadini a non lasciare niente in auto, (eliminando così il secondo elemento della PSC sopra citato: “un bersaglio adeguato”), ma soprattutto rendere noto che, in quel territorio, esiste una particolare attenzione da parte delle Istituzioni e Forze dell’Ordine ed anche degli stessi cittadini (terzo elemento della PSC: ”l’assenza di un guardiano capace di sventare un reato”). Un deterrente, economico per le Istituzioni locali, spesso efficace e che riduce notevolmente la commissione di questi spiacevoli fatti reato!

 


[1] Dott. Francesco Caccetta Luogotenente dei Carabinieri, laureato in Scienze per l’investigazione e la sicurezza, Grafologo della consulenza peritale, Master in Antropologia Filosofica e Forense, Criminologia e tecniche investigative avanzate.

© Riproduzione Riservata

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