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LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO

La realizzazione di un sognoLa comunicazione costituisce uno dei problemi fondamentali in ogni relazione umana e, in particolare, nei processi formativi.

Comunicare è il processo attraverso il quale gli uomini rendono comuni idee, pensieri, informazioni, esperienze, conoscenze, bisogni. Per questa capacità la comunicazione ha costituito anche la procedura di potenziamento dei gruppi sociali, etnici e religiosi. Questo vuol dire che l’uomo comunica non solo per la sua appartenenza al mondo, ma anche in virtù della sua appartenenza ad una specifica situazione culturale.

Di comunicazione se ne parla, si studia, si cerca, si pratica come una ginnastica salutare anche se a volte faticosa, ma forse diamo ancora troppe cose per scontate, forse confidiamo troppo nelle sue probabilità di successo, dimenticando quanto essa richieda attenzione, comprensione, volontà di capire e di farsi capire.

Il primo elemento da considerare è il fatto indiscusso che non si può vivere senza comunicare. La comunicazione è, quindi, necessaria e come tale, si realizza indipendentemente dalla nostra coscienza. Se il processo comunicativo è, dunque, fisiologico della natura stessa degli esseri viventi, ciò che possiamo considerare patologico è la presunzione di sfuggire, a volte, a questo postulato. Ogni nostro agire è un atto comunicativo, attraverso il quale assumiamo e diamo informazioni, valutiamo il nostro prossimo e ne siamo a nostra volta valutati, in un circolare processo di “messa in comune” di elementi, dati, fatti, sensazioni, emozioni.

La comunicazione è quindi anche responsabilità. Gli individui, così come le comunità e le organizzazioni, non devono sottrarsi allo sforzo di onestà, coerenza, ascolto e rimodulazione che essa richiede.

Citando Mc Luhann: “non so cosa ho detto fino a quando non ascolto il mio interlocutore”.

Non si deve mai dare per scontato che due persone siano in grado di dare lo stesso significato ad un messaggio, a causa della diversità di codice posseduto tra chi parla e chi ascolta. Non è vero che la comunicazione è di per sé efficace. Al contrario, spesso, proprio perché è un atto soggettivo, risulta una personale costruzione della realtà che, il più delle volte, non coincide con la visione dei nostri interlocutori e per questo è soggetta a fraintendimenti ed errate interpretazioni.

Diventa, quindi, importante non banalizzare idee e comportamenti solo perchè spontanei, ma allargare la nostra visuale verso l’esterno tenendo conto delle mille sfumature di colore di cui è possibile rivestire la realtà, esplorare i contesti socio culturali ed i modelli di riferimento.

La responsabilità della comunicazione di ognuno va oltre l’ambito oggettivo del messaggio emesso, ed ha bisogno di un attento lavoro di contestualizzazione, di un codice interpretativo comune, perché questo venga compreso, elaborato, accettato e perché l’informazione che ne deriva possa risultare utile al destinatario.

Un altro elemento importante è relativo all’apprendimento che la comunicazione genera; ogni atto comunicativo, per il tipo e la varietà delle informazioni che sono rese disponibili , incrementa la conoscenza.

Sono, quindi, infiniti gli stimoli che si diffondono tramite l’interazione fra gli individui, fino a condizionarne a volte le scelte ed i comportamenti in ragione di quali informazioni, quali percezioni, essi decidono di includere nel proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze.

Comunicare in modo positivo significa promuovere una crescita consapevole e serena delle persone e della società in cui interagiscono, significa educare alla trasparenza ed alla condivisione, stimolare la ricerca del confronto alla luce delle relazioni con gli altri.

Può sembrare banale, ma è importante ricordare che la comunicazione è soprattutto relazione. Comunicare è l’atto fondamentale attraverso cui stabiliamo un contatto con gli altri, ci confrontiamo, leggiamo e valutiamo gli accadimenti, impariamo ad affrontare la diversità e le molteplicità.

Saper comunicare efficacemente significa costruire relazioni positive, orientare all’ascolto empatico, alla condivisione, alla fiducia, alla ricerca del migliore terreno comune in cui coltivare scambi soddisfacenti, stimolanti, costruendo un reciproco arricchimento.

In fondo è piacevole pensare che, applicando la forza della comunicazione, le relazioni aperte e coinvolgenti nei nostri contesti lavorativi, ci si può impegnare a costruire e trasformare un “presentimento per l’avvenire” nella realizzazione di un sogno.

 

(immagine tratta da: www.veronicabuccoliero.it)

 

 

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