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Claudio D'Angelo

Claudio D'Angelo

Analista per l'istituto di ricerca sui rischi geopolitici Triage Duepuntozero 

URL del sito web: http://www.triageduepuntozero.com/claudio-dangelo

Game of Thrones: il finale di cui avevamo bisogno? *spoiler*

Lo abbiamo immaginato, sperato, ipotizzato, analizzato, alla fine è arrivato: il finale di Game of Thrones. L’ottava e ultima stagione della serie TV più seguita di sempre ha fatto discutere i fan di tutto il mondo, dai momenti epici della battaglia di Grande Inverno alle immagini shock della strage di Approdo del Re, ma stanotte il famoso gioco dei troni ha trovato la sua tanto attesa conclusione. In realtà le indiscrezioni sul finale della serie già circolavano in rete da alcuni giorni, scatenando letteralmente l’ira dei fan che hanno addirittura avviato una raccolta firme per far girare nuovamente l’ultima stagione. Ma facciamo il punto della situazione, con un briciolo di lucidità.

PETRAEUS, LE DONNE E LO SPIONAGGIO

Petraeus"La sicurezza applicava severamente la regola per cui tutti i dipendenti dovevano riferire ogni «contatto stretto e continuativo» con una persona di altra nazionalità. Il punto era che nessuno sapeva con precisione che cosa significasse «contatto stretto e continuativo». L'avventura di una notte? La composizione di sonetti per un'amante platonica? La sicurezza non lo specificava. Otto anni dopo, il mio capo a Khartoum, Milt Bearden, fornì la definizione più assennata: se tieni un paio di pantofole sotto il letto dell'amante, quello è un contatto stretto e continuativo." In questo caso l'ex agente della CIA Robert Baer, raccontando nell'ormai celebre libro "La disfatta della CIA", si riferisce alle relazioni portate avanti dagli agenti con donne straniere, ma chissà se anche Petraeus teneva le pantofole sotto il letto di Paula Broadwell, l'amante.

OCCHI SUL MALI, LA COMPLESSA SOLUZIONE DELLA CRISI NEL NORD

MALI1Un Paese dimenticato dalle cronache, attraversato dal fiume Niger, nel centro dell’Africa Occidentale. Ma il Mali è anche al centro di forti preoccupazioni per  la sicurezza del Sahel, ritenuto la base di AQIM (Al Qaeda nel Maghreb Islamico).

Nell’Aprile del 2012 diverse formazioni di ribelli Tuareg e di militanti islamisti (Ansar Dine, AQIM, il Movimento per l’unità e la jihad in Africa Occidentale) hanno progressivamente conquistato le tre regioni desertiche di Kidal, Gao e Timbuctu, nel nord del Paese.

Siria e Turchia, quel confine che non si vede

Turchia e SiriaTel Abiad è una cittadina siriana di circa 12mila abitanti che sorge vicino il fiume Balik. La sua piazza principale dista 1.850 metri dalla piazza di un’altra città, la città turca di Akcakale.

Nella serata del 3 ottobre un colpo di mortaio esploso dal territorio siriano ha colpito la cittadina turca, uccidendo cinque persone. Il governo turco, naturalmente, non ha esitato a reagire. Le postazioni militari di Rasm al Ghazal, vicino Tel Abiad sono state bombardate dall’aviazione turca, portando la morte di morti almeno  cinque soldati siriani.

L’ennesima scintilla tra Erdogan e Assad che rischia di esplodere in un conflitto, dopo che da quasi due anni le violenze in Siria allarmano l’intera regione.

E non poteva essere altrimenti.

Il conflitto siriano non è alimentato solo da tensioni politiche interne, assomiglia invece sempre più ad un fiume in piena che si allarga ed ingloba scontri etnici, jihadismo e speculazioni internazionali, fino a non trovare traccia dell’inizio dell’uno e della fine dell’altro.

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