Cultura

Il cinema dell’Azerbaigian, nella storia della settima arte

Si può dire che la storia del cinema in Azerbaigian coincida con la storia del cinema stesso, infatti il paese caucasico è stato tra le prime nazioni coinvolte nella nascita dell’arte della cinematografia. Difatti, solo tre anni dopo l’invenzione dei fratelli Lumière, nel 1895, un fotografo francese di nome Alexandre Michon si trasferì a Baku, fermandosi circa 25 anni dirigendo uno studio fotografico e l’annesso circolo scientifico a Baku di cui divenne il segretario. Dal 1879 al 1905 documentò paesaggi, scene riguardanti l’estrazione del petrolio, del processo di raffinazione, nonché degli zampilli di petrolio dal terreno e i terrificanti incendi scoppiati nei giacimenti petroliferi. Nel 1898, Michon iniziò inoltre a girare film che raffiguravano la vita quotidiana della popolazione azerbaigiana, con l’intenzione di mostrare il tutto in Europa.

È grazie al fotografo francese che, tuttora conservato negli archivi dell’Unione dei cineasti dell’Azerbaigian, nel 1898, è stato girato il primissimo film azerbaigiano della storia: ovvero il documentario di trenta secondi intitolato “Bibiheybatda neft fontani yangini” (L’incendio del giacimento petrolifero di Bibiheyat), il quale è stato riproiettato in Francia nel 1995, in occasione della commemorazione del 100° anniversario del cinema mondiale.

Successivamente, nel 1915 i fratelli belgi Pirone fondarono a Baku un laboratorio di produzione cinematografica, invitando il regista russo Boris Svetlov a lavorare per loro e a produrre i film dai titoli (tradotti dal russo) “Un’ora prima della sua morte” e “Una vecchia storia in una nuova maniera”. Il regista russo diresse inoltre il capolavoro “Neft və milyonlar səltənətində” (Nel regno del petrolio e dei milioni) che renderà immortale l’attore azerbaigiano Huseyn Arablinski, il quale ottenne il ruolo da protagonista.

È inoltre degno di nota il fatto che nel 1919, durante la breve esperienza della Repubblica Democratica dell’Azerbaigian, un documentario intitolato “La celebrazione dell’indipendenza dell’Azerbaigian” fu girato appunto in quella data importante della storia del paese, il 28 maggio, e presentato in anteprima nel giugno 1919 in diversi cinema di Baku.

Durante l’era sovietica, a partire dal 1920, il presidente del Comitato rivoluzionario dell’Azerbaigian, Nariman Narimanov, firmò un decreto che nazionalizzava il cinema azerbaigiano, dando le redini del nuovo dipartimento a Hanafi Teregulov e Muslim Magomayev. Nel 1922, i due, col benestare del governo sovietico dell’Azerbaigian, decisero di creare la prima industria cinematografica del paese che divenne il precursore dell’attuale studio Azerbaijanfilm.

Nel 1923 con un decreto speciale del Consiglio dei commissari del popolo, fu istituito l’Azerbaijan Photo Film Institution. L’istituto controllava tutti i cinema e gli uffici di distribuzione, dando ufficialmente il via a una nuova epoca nella storia del cinema azerbaigiano, un periodo in cui l’ideologia sovietica, non l’imprenditorialità individuale, dominava l’industria cinematografica.

Nel 1991, dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica, si tenne il primo Baku International Film Festival, riportando quindi il cinema azerbaigiano agli elevati standard presovietici. Riconoscendo l’importanza della settima arte nel suo paese, nel dicembre 2000, l’allora presidente dell’Azerbaigian Heydar Aliyev firmò un decreto che proclamava il 2 agosto un giorno festivo per i registi del paese caucasico.

Negli anni successivi la cinematografia continuò ad evolversi fino a raggiungere il momento che è considerato l’evento più importante della storia del cinema dell’Azerbaigian, ossia quando, nel 1995, lo sceneggiatore Rustam Ibrahimbeyov ha vinto il Premio Oscar come miglior film straniero per il suo capolavoro dal titolo (tradotto dal russo) “Bruciato dal sole”.

Pertanto, per favorire la conoscenza della loro maestria nella settima arte, da tre anni a questa parte, l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia organizza il Festival del Cinema Azerbaigiano in Italia, al fine di diffondere la conoscenza dei capolavori del cinema della cosiddetta “terra del fuoco” nella penisola italiana in un’occasione conviviale dove è manifesta la mentalità interculturale del popolo della repubblica azerbaigiana.

Dariush Rahiminia, PhD – Sapienza Università di Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button