Sociologia

#SAVERUMMO

Il nubifragio che ha colpito il beneventano nella notte tra il 14 e 15 ottobre scorsi, ha messo in ginocchio, tra le tante aziende, il Pastificio RUMMO, un’eccellenza nella tradizione gastronomica italiana.

Dal 1846, sei generazioni di Maestri Pastai, hanno interpretato il piacere tutto italiano per la buona pasta, ed ora, Cosimo Rummo, patron del famoso brand, si trova a dover fare i conti con gli ingenti danni provocati dall’alluvione: macchinari, materie prime, quintali di prodotti andati distrutti, e tanti operai senza lavoro.

È partita subito una campagna di solidarietà nei social, con l’hashtag #SaveRummo.

Su facebook è stato organizzato un evento che ha raccolto, in pochissimo tempo, migliaia di iscritti, mentre su twitter c’è l’invito ad acquistare un pacco di pasta e pubblicarne la foto.

Sulla pagina di facebook si legge: “… ci basta guardare i volti degli operai per capire quanto sia grave quello che è successo…. Non abbandoniamo le aziende che producono sul territorio. Compriamo Sud.”

Ma l’appello più accorato è quello della figlia di un operaio, Giovanna Coletta: “Sono la figlia di uno dei dipendenti della Rummo. Cosa dire? Ho visto per la prima volta la disperazione sulla faccia di mio padre, e credo non ci sia cosa peggiore, per una figlia, vedere in questo stato suo padre e non poter fare nulla di concreto per cambiare la situazione.

Ma in lui come nei suoi colleghi ho visto tanta voglia di andare aventi, tanto fervore, e soprattutto tanto attaccamento al proprio lavoro e alla propria azienda, tanta determinazione nel volersi rialzare per essere persino più forti di prima.

Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma la più importante credo sia #SaveRummo”

 

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