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Rubrica di Criminologia a cura del Criminologo Dr. Francesco Caccetta (autore del libro "L'occasione fa bene al ladro - Il controllo del vicinato"), raccoglie anche articoli sulle tematiche di investigazione e sicurezza.

CONTROLLO DEL VICINATO: QUANDO NON FUNZIONA E PERCHÉ?

La percezione della sicurezza continua ad essere il problema principale per gli italiani e il motivo maggiore di malessere che produce ansia e ci fa vivere male. Le Istituzioni cercano di aiutare, come possono, i cittadini con la consueta e diuturna disponibilità e professionalità degli appartenenti alle forze dell’ordine ed alle polizie locali e municipali. Durante il periodo delle feste c’è stato il solito incremento delle pattuglie sui territori, che sicuramente concorre in maniera incisiva sulla riduzione dei reati predatori nelle nostre strade, ma l’insicurezza dei cittadini non diminuisce ancora o almeno non quanto dovrebbe, considerato anche lo sforzo degli agenti in campo in questo momento. Una delle attività di supporto alle forze di polizia ed alle polizie locali, è senza dubbio il massiccio intervento dei cittadini autorganizzati nei gruppi di volontariato dell’ormai noto Controllo del Vicinato.

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TUTTI INSIEME CRIMINALMENTE - IN VIAGGIO CON PERSONALITA' MULTIPLE

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, il DSM, il disturbo dissociativo dell’identità (o disturbo di personalità multipla) è “un processo mentale che provoca una mancata connessione tra pensieri, ricordi, sentimenti, azioni o il senso di identità di una persona”. In altre parole ci troviamo davanti ad un disturbo psicologico che porta i soggetti a comportarsi come se la propria mente fosse abitata da due o più personalità completamente diverse tra loro, spesso e volentieri in conflitto e capaci di prendere il controllo dei comportamenti.

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“Pensavo fosse amore, invece … è odio”

Si parla spesso del fenomeno dello stalking, delle violenze intrafamiliari e di genere e delle drammatiche conseguenze di alcuni casi che erano stati sottovalutati dalle vittime, dai famigliari ma anche, e fatto ancor più grave, dalle Forze dell’Ordine o dalla magistratura.

Eppure ancora oggi è molto diffusa la scarsa considerazione dell’alto potenziale offensivo e destabilizzante, delle dinamiche messe in atto dagli autori di quel tipo di reati.

Capita purtroppo con sconfortante ripetitività, di incontrare donne che hanno cercato supporto, comprensione e tutela nelle istituzioni ma si sono invece imbattute in un muro di gomma che le ha spesso convinte della necessità di rivedere le loro intenzioni, rivalutare l’importanza della loro relazione coniugale e ridimensionare il significato dei gesti violenti compiuti dal coniuge. Ciò, sia ben chiaro, non avviene per complicità ideologica o relazionale con gli autori e con i fatti, piuttosto per una grave mancanza di competenze proprio nel campo delle relazioni umane e del ruolo dell’empatia e dell’assertività, di molti operatori delle Forze dell’Ordine, che vedono nella donna che si presenta a sporgere denuncia, un’ulteriore incombenza che si va ad aggiungere all’enorme mole di cartacce e di burocrazia da smaltire in breve tempo.

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Truffe online: alcuni consigli dal Criminologo Caccetta

Premesso che ON Line si possono fare ottimi affari, purtroppo molte persone continuano a cadere nelle trappole, continuamente piazzate ad hoc nei siti internet di commercio elettronico, specialmente quelli che vendono anche cose usate, perdendo inevitabilmente ingenti somme di denaro. Purtroppo, non è sempre possibile stabilire a priori se l'oggetto che stiamo acquistando su E-Bay o su Subito.it, o altri siti del settore, sia davvero un affare oppure una truffa, ma ci sono alcune semplici regole per mettersi al riparo da fregature. Diciamo che ci sono alcuni siti che danno un minimo di serenità in più, specialmente quelli basati sul sistema dei feedback, che permette di avere una minima informazione sull’identità digitale di chi mette l''annuncio. Questi siti potrebbero ritenersi abbastanza sicuri, anche se non bisognerebbe mai sottovalutare l’eventualità, neanche tanto remota, dei furti d’identità che potrebbero rappresentare un altro rischio.

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Truffatori o strateghi della persuasione?

Svelate le tecniche per fregare il prossimo, fermiamo le truffe agli anziani.

Ogni volta che qualcuno viene truffato, la stessa vittima, ma anche amici e familiari si chiedono come ha fatto a cascarci. Si è soliti ritenere che chi cade in queste trappole sia una persona poco attenta, vecchia e quindi incapace di riconoscere gli inganni, con un basso livello culturale o in ogni caso una persona facilmente circuibile e stupida. L’esperienza e la letteratura esistente in materia ci dicono invece che le cose non stanno così. Nella rete dei truffatori possono restare impigliati più o meno tutti specialmente se non si conoscono alcune tecniche già note da anni agli addetti ai lavori, siano essi gli stessi truffatori o, al contrario, le forze dell’ordine. In linea di massima, gli specialisti della truffa, utilizzano metodiche e strategie che derivano dal mondo delle vendite e che consistono nell’arte della persuasione, sfruttando le leggi della reciprocità, del contrasto e della coerenza. Le Tecniche d’induzione comportamentale indirizzate a conseguire un dato comportamento da una persona, senza tentare di influenzarne inizialmente gli atteggiamenti, sono state messe a punto sia in riferimento alla teoria della dissonanza cognitiva (Festinger, 1959) sia da quella dell’auto percezione (Bem, 1965).

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E TUTTI VISSERO FELICI E CONTENTI (A TEMPO DETERMINATO)

Adescamento a contratto o prostituzione slatentizzata?

I pericoli del mondo virtuale sono spesso associati, sia dai media sia dagli studiosi del settore, al problema dell’adescamento online, individuando in maniera sempre più precisa le figure degli offender con le note tassonomie dei pedofili e predatori sessuali in genere.

Il mondo del virtuale, com’è stato abbondantemente già scritto in molti testi, è frequentato da persone di ogni razza, religione, tradizione e leggi diverse ma, leggendo i vari articoli che girano nel web, non è difficile individuare un denominatore comune, una peculiarità condivisa da quasi tutti i popoli che attualmente vivono sul nostro antico pianeta: l’individualismo che spesso sfocia in isolamento. Questo emerge dalla stampa virtuale ma anche dai tantissimi messaggi sui social network con bizzarre e/o pericolose performance di giovani adolescenti di ambo i sessi che cercano di attirare l’attenzione per emergere da quell’inevitabile senso di solitudine ed isolamento cui spesso porta l’individualismo moderno.

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CDV Cittadini, forze dell’ordine e amministrazioni: l’insieme è più della somma delle sue parti!

La questione della sicurezza continua a essere al centro delle maggiori polemiche che imperversano ogni giorno sui giornali e specialmente sui social network. I cittadini attaccano le istituzioni accusandole di non dedicare fondi alle politiche di sicurezza, chiedono sempre e di più l’installazione di videocamere di sorveglianza e maggiore presenza di forze dell’ordine a pattugliare i territori. Alcuni si lanciano in altre e più aspre polemiche circa il supposto scarso impegno di Polizie locali, Polizia di Stato e Carabinieri nel controllo del territorio, ipotizzando lassismi o scarsa professionalità. E’ facile leggere sempre più spesso di bande di ladri che razziano interi territori senza, all’apparenza, nessun tipo di ostacolo o opposizione come un antico scenario di leviatana memoria dove imperversa la barbarie e gli uomini sono gli uni contro gli altri privi dell’intervento di alcuna difesa istituzionale. A volte, anche le forze di polizia e le amministrazioni comunali, si lasciano andare a giudizi sui cittadini e sulla loro scarsa partecipazione ai problemi della sicurezza, poiché le persone non sempre percepiscono il concetto di consociativismo, cedendo all’ormai usuale assunto di utenti dello Stato, che deve garantire tutto (poiché paghiamo le tasse…). La riflessione che andrebbe fatta è che tutti potrebbero avere ragione o magari avere tutti torto. Come al solito è una questione di lana caprina e sarebbe più semplice guardare il problema a 360 gradi e cercare soluzioni invece di renderci sempre più vulnerabili cedendo al j’accuse che fa tanto chic e piace ai media ma non apporta vantaggi né alternative allo status quo. Questo succede, anche e soprattutto, quando una società ha raggiunto un livello di congestione dovuta a problemi di instabilità politica interna ed esterna e i buchi da tappare iniziano a essere troppi.

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